Si chiama Smart Specialisation Platform, ed è ancora in fase di avvio e di sperimentazione. Una interessante idea, al passo con la cultura dello scambio, nata per migliorare il confronto tra le istituzioni nell’ambito delle politiche pubbliche.
La piattaforma europea infatti svilupperà e migliorerà l’approccio ai temi della ricerca e dell’innovazione anche nell’intento di evitare eccessi di uniformità o duplicazioni inutili tra i vari Stati e Regioni.
La piattaforma sarà in particolare utile a:
- fornire indicazioni metodologiche, analisi, ricerche specialistiche e supporto tecnico;
- sviluppare una serie di strumenti per attività di sostegno alle politiche UE per la ricerca, i cambiamenti climatici, la salute, le industrie creative, le università e la cooperazione tra imprese; ed inoltre per la creazione di cluster, lo sviluppo dell’agenda digitale, etc.;
- svolgere corsi di formazione su come sviluppare le strategie di innovazione offrendo alle regioni l’opportunità di essere coinvolte in gruppi di lavoro comuni su aspetti rilevanti dei percorsi;
- sviluppare processi peer-to-peer per valutare e migliorare le strategie regionali e accelerare il processo di apprendimento tra le regioni.
Svilupperà quindi l’attiva collaborazione tra ricercatori, esperti ed imprese dei vari Paesi dell’Unione, chiamati a dire la loro rispetto ai settori passibili del maggiore potenziale competitivo sul mercato, permettendo nel tempo anche di creare data-base comuni per i vari policy-makers europei. La piattaforma sarà luogo privilegiato per il confronto e lo scambio necessari a costruire i nuovi obiettivi di crescita Europa 2020 e quelli della Innovation Union.
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