1. Introduzione
La transizione dei sistemi economici più avanzati verso attività ad alto contenuto creativo ed orientate all’innovazione passa anche attraverso il riposizionamento competitivo di interi sistemi urbani verso le attività culturali ed il sistema ricettivo. Turismo e cultura fanno parte di articolati programmi di investimento e rinnovamento messi in atto da un eterogeneo insieme di realtà urbane, spesso costrette a cambiare vocazione a causa del mutato scenario competitivo. L’evento “Capitale Europea della Cultura” da ormai 25 anni rappresenta un trampolino di lancio per città in cerca di nuove strategie di sviluppo: una manifestazione in grado di incidere profondamente sulle dinamiche di crescita di molte realtà urbane che, a partire da questo evento, hanno dato avvio ad importanti piani di sviluppo culture-based.
In questo articolo si presenta l’azione comunitaria “Capitale Europea della Cultura”, (…) individuando gli elementi decisivi per il successo della manifestazione. Attraverso l’analisi dei casi-studio di Glasgow, Linz e Liverpool verrà approfondito l’impatto dell’evento sul sistema economico locale, allo scopo di definire in che modo la cultura possa contribuire a dare vita ad un nuovo modello di sviluppo locale.
2. La “Capitale Europea della Cultura”: programma, iter e criteri di selezione
Risale a 25 anni fa la decisione dell’allora Comunità Economica Europea di dare vita al programma “Città Europea della Cultura”, con lo scopo di promuovere le relazioni culturali all’interno dell’Unione Europea valorizzando la ricchezza e la diversità delle culture. La risoluzione che dà avvio al programma recita: “[...]la manifestazione «Città europea della cultura» dovrebbe essere l’espressione di una cultura caratterizzata, nella sua formazione storica e nel suo sviluppo contemporaneo, dal fatto di possedere al contempo elementi comuni ed una ricchezza generata dalla diversità. (….). Il programma “Città Europea della Cultura” è cresciuto nel tempo, trasformandosi in azione comunitaria a partire dal 1999, quando ha preso il titolo, decisamente più ambizioso, di “Capitale Europea della Cultura”(2). (…) Ogni città deve organizzare un programma di manifestazioni che valorizzi la propria cultura e il patrimonio culturale. (…). Le candidature vengono valutate anche in base a:
- il contributo allo sviluppo delle attività economiche, in particolare dell’occupazione e del turismo;
- le iniziative per lo sviluppo di un turismo culturale di qualità ed a carattere innovativo, in grado di conciliare le esigenze dei visitatori e delle popolazioni locali;
- la realizzazione di progetti volti a promuovere lo sviluppo di legami tra il patrimonio architettonico e le nuove strategie di sviluppo urbano;
- la promozione di azioni che abbiano lo scopo di valorizzare le diversità, favorire l’accesso dei giovani alla cultura, rafforzare la coesione sociale. (…)
3. L’impatto dell’evento: la cultura come leva di sviluppo
La selezione non avviene solamente in base al patrimonio culturale di una città, ma viene valutato in particolare il programma di eventi culturali che si intende organizzare. (…) la cultura può diventare un trampolino di lancio per un intero sistema economico, come mostrano gli esempi successivamente descritti. (…).
Un evento di respiro internazionale rappresenta una cassa di risonanza per l’area urbana che lo ospita: Expo, Olimpiadi, mostre speciali diventano occasioni per rinnovare l’immagine di un territorio, ma soprattutto per stimolare lo sviluppo urbano, attrarre visitatori ed investimenti, rivitalizzare l’economia e creare infrastrutture. L’impatto turistico è il più immediato da misurare. Nello specifico, poi, il turismo culturale è un tipo di turismo “ricco”, ad elevata capacità di spesa, soprattutto per quanto riguarda alloggio e ristorazione.
La “Capitale Europea della Cultura” si è rivelata un’occasione importante soprattutto per quei territori il cui sistema economico locale stava attraversando una fase di cambiamento o di crisi (…).
4. Glasgow, Linz, Liverpool: tre casi di successo
(…) Glasgow. La città scozzese decise di rinnovare la sua immagine di centro industriale investendo in cultura e fu eletta Capitale Europea nel 1990 ((…) si rivitalizzarono le risorse locali, attirando l’industria turistica culturale, che contribuì alla crescita del reddito e dell’occupazione della città. Oggi Glasgow, che viene considerata in letteratura un esempio del cosiddetto distretto culturale metropolitano (Santagata W., 2000; 2004) – un insieme di musei, teatri, centri espositivi e organizzazioni culturali che producono cultura, servizi e beni fondati sulla cultura stessa – conosce uno sviluppo in particolare nelle attività finanziarie, a testimonianza che la cultura contribuisce a stimolare l’intero sistema economico locale.
Un altro caso di successo è Linz, Capitale Europea della Cultura nel 2009. La città, in passato nota solo come centro siderurgico, è oggi il terzo polo culturale dell’Austria, (…) uno dei più importanti centri, a livello mondiale, della multimedialità e delle nuove tecnologie applicate alla cultura. (…). Linz ha presentato negli ultimi anni un’ampia gamma di offerta culturale alla popolazione, con uno spazio dedicato appositamente alle minoranze etniche presenti ed un’enfasi rivolta alla partecipazione dei cittadini alla vita culturale della città e alla loro libera espressione. Il festival ha funzionato come catalizzatore della specializzazione produttiva di Linz, legandosi allo sviluppo culturale: in città sono stati periodicamente richiamati artisti e creativi che hanno determinato un graduale travaso di competenze dal sistema culturale al sistema produttivo, influenzando notevolmente il tessuto economico locale. (…), l’integrazione e la cooperazione tra il comparto artistico-culturale e quello scientifico-tecnologico, assieme alla riconversione a destinazioni d’uso culturali di spazi produttivi dismessi, ha fatto sì che l’intero sistema locale si orientasse verso l’innovazione.
Nel 2008 è stata la volta di Liverpool: la città inglese ha colto l’occasione per completare la sua trasformazione da centro industriale a polo innovativo-creativo. (…) nel 2008 quasi 10 milioni di visite, pari al 35% del totale, sono state determinate direttamente dall’evento, con un impatto economico superiore ai 750 milioni di sterline (…), la città è effettivamente diventata una meta turistica, come confermato dai 27,7 milioni di visitatori totali del 2008, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente. I musei, d’altro canto, hanno registrato aumenti negli ingressi dal 30% al 65%. Bisogna poi segnalare come gli investimenti di rigenerazione del centro urbano siano stati coperti per ben il 90% da privati, (…).
5. Conclusioni: la cultura conta
Sono ormai numerosi gli studi che sottolineano l’importanza della cultura come fattore di sviluppo (…). Infatti, non è tanto l’esaltazione auto-celebrativa del proprio patrimonio culturale la garanzia del successo, quanto piuttosto la re-invenzione della cultura in una prospettiva che si lega più strettamente al tessuto produttivo locale e coniuga l’arte con la tecnologia, il design e l’innovazione, per favorire l’evoluzione competitiva dei sistemi economici locali.
Fonte: http://www.tafterjournal.it/
Immagine: Essen (Germania) – Capitale europea della cultura 2010.
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paolo manzelli
/ 29 luglio 2010Cari amici , riflettiamo ! Trends della GREEN-ECONOMY e concezione meccanicistica.
Il fondamento del meccanicismo e’ basato su la oggettivazione della posizione della l materia a cui si riservano 3 coordinate spaziali e una per il tempo onde determinarne la velocita del moto provoìcata da una forza esterna .
Il meccanicismo pertanto rifiuta ogni possibilita non di mantenere distinti gli ingredienti che formano il mondo : ogni oggetto può essere nettamente separato dall’altro. Pertanto l’ ENTANGLEMENT suggerito da Erwing SHROEDINGER per l’ accopiamento delle particelle quantiche , fu considerato da EINSTEIN “Una Sporca Concezione” perche apre apre la strada alla simultaneita’ non casuale degli eventi . Vedi in proposito: http://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/17/o-sole-miodi-paolo-manzelli/
Inoltre il meccanicismo, nato nel contesto dello sviluppo della societa industriale, ritenne possibile come fondamento cognitivo l’ accettazione una netta separazione tra oggetto percepito ed soggetto percipiente. Pertanto il meccanicismo ammette che esista un supe- osservatore che si colloca nella condizione di osservare oggetivamente tramite la logica della ragion pura , cosi che mentre osserva il mondo, non lo contamina ne lo altera , né risulta egli stesso contaminato dall’atto dell’osservazione.
Credo che allo stato attuale, certe concezioni dell’ ottocento e del novecento vadano nettamente superate proprio in quanto l’ uomo industriale anziche osservatore puro ha contaminato il mondo mettendo a repentaglio le stesse condizioni naturali della vita .
Pertanto per collaborare allo sviluppo della GREEN ECONOMY e riconvertire in modo ecosostenibile e nececssaria una strategia culturale che sia il fondamento per riallineare l’economia con le radici naturali degli ecosistemi . Pertanto per favorire tale trend di sviluppo della Green Economy dovremo predisporre un nuovo modo di ragionare cosi da cambiare le idee del mondo ancor prima di rendere possible un miglioramento del vivere e della vita sul nostro pianeta. Paolo Manzelli
Vi chiedo di diffondere anche all’ estero il Workshop di PAVIA del 24 SETT 2010 e di parteciparvi numerosi. Paolo
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Change the world it is only possible with the green economy in order to reshap the gap between mechanical culture and nature of living systems.
INVITATION:
Change the worldil become ‘possible only by changing the mechanical ideas that have devastated the world during the industrial epoch.
Developments on cognitive change as are necessary to promote the framework for renewal of green economy will be discussed during the workshop to be held in the old A. Volta classroom at the University of Pavia on 24 SETT/10.
You are invited to attend.
View: http://www.edscuola.it/archivio/lre/3rd_Quantumbionet_Workshop.pdf
see also the explanatory memorandum in: http://www.wbabin.net/science/manzelli85.pdf
Paolo Manzelli: lre@unifi.it
Maria C. Castiglione
/ 29 luglio 2010Grazie Paolo, interessante il tuo contributo.
Sono giusto un’orecchiante della fisica quantistica ma ne intuisco l’enorme portata rispetto ai cambiamenti che propone nelle modalità della conoscenza, e quindi nella portata dei cambiamenti culturali (molto ma MOLTO radicali) a questa connessi.
Purtroppo, proprio per questa radicale diversità, ne vedo anche la grandissima difficoltà ad essere divulgata anche ai livelli più alti della cultura accademica.
Credo di aver notato una interessante connessione tra questi approcci e alcuni aspetti del pensiero nelle culture orientali.
Ma sento che qui rischiamo di fare un discorso chiuso ai soliti quattro gatti, anche grazie al contributo troppo generico che personalmente posso dare.
Suggerirei a tutti coloro che fossero eventualmente interessati a tali approfondimenti di consultare il sito dell’Associazione ASIA (che può essere linkata da questo blog, nel settore ThinkTank), che ricerca con grande accuratezza anche su questi temi, effettuando delle interessanti connessioni all’interno del pensiero filosofico. Tra l’altro sta offrendo proprio in questi giorni una serie di incontri sulla meccanica quantistica col fisico Michel Bitbol, il quale propone a sua volta tra le altre cose, alcune connessioni col pernsiero orientale.
Grazie ancora
M.
paolo manzelli
/ 30 luglio 2010Da : http://culturasviluppo.wordpress.com/2010/06/30/capitale-europea-della-cultura/#comments
Cara Maria Castiglione viviamo in una epoca del passaggio tha le scienze mecaniche e scienze della vita . alle cellule staminali , alle malattie come il cancro ,alla pillola abortiva, a gli OGM, alla nutrigenomica , al DNA sintetico, ecc.. ecc . tutto cio contribuisce ad create una nuova aspettativa sulla comprensine delle scienze della vita.
La societa futura avra il uo fulcro nel rinnovamento dell’ immaginario scientifico non piu relativo alle scienze meccaniche. Tale cambiamento e’ in simbiosi con il superamento della societa industriale e l’ avvento della societa della conoscenza condivisa.
La societa democratica dovra trasformarsi in una democeazia culturale non semplicemente limitata dalla concezione numerica della rappresentativita relativa al numero dei votanti cio’ in quanto una società pienamente democratica dovra avere grande consapevolezza delle questioni scientifiche in campo e dei processi di comunicazione che la riguardano . L’arte quantistica sara’ a es. uno degli strumenti principali utilizzati per interpretare il cambiamento della cultura sociale e per comunicarla.
Questo e il processo di sviluppo che cerchiamo di favorire riflettendo sui temi proposti al 3* WS di QUANTUMBIONET a PAVIA che terremo il 24 sett 2010 nella prestigiosa Aula dove insegno Alessandro Volta.
Spero tu posa esser presente per collaborare con noi di EGOCREANET. Un caro saluto Paolo 30/LU/2010 FIRENZE
Maria C. Castiglione
/ 2 agosto 2010Caro Paolo, mi auguro che al fianco dell’”arte quantistica” che tu citi anche l’arte, quella a noi tutti più nota, possa avere maggiore diffusione in termini non solo di conoscenza e fruizione, ma soprattutto di pratica. La libertà creativa ed espressiva quale segno di capacità sperimentata attraverso linguaggi diversi, di apertura all’altro inteso anche come inconsueto, non conosciuto, nuovo e diverso; arte come strumento di apertura mentale più complessiva utile ad esplorare e conoscere “mondo e cose”, in modo intuitivo.
Non credo di poter essere a Pavia per il tuo seminario, ma grazie lo stesso,
buona giornata, buone vacanze,
M.
Paolo Manzelli
/ 2 agosto 2010Cara Maria C. Castiglione ed amici,per quanto sia difficile abbandonare il paradigma EUCLIDEO dello Spazio Tempo, mediante il quale siamo abittuati a ragionare , dobbiamo pensare che in quel quadro cognitivo, molte delle nostre conoscenze rimangono limitate. Il paradigma Euclideo attribuisce tre coordinate per lo spazio e solo una per il tempo , quest’ultimo pertanto risulta essere una successione di un prima seguito da un dopo. Cio ad es. mon spiega cone sia possibile fisicamante la memoria, e con essa cosa significhi il pensiero e quindi la capacita di anticipare intuitivamente cio che accadra’.
Eppure senza memoria e senza possibilita di prevedere non esisteremo .
La scienza meccanica non spiega queste importanti condizioni della vita perche rimane limitata dal riferimento Euclideo dello Spazio/tempo.
Questu’ultimo e’ storicamente utile in seguito alla necessita di dare attenzione alla materia e collocare piu o meno esattamente gli oggetti esterninello spazio, pertanto vengono riservate allo spazio tre della possibili quattro coordinate dello spazio tempo.
Con l’ ENTANGLEMENT Quantistico si eve ammettere la possinilita’ di dispoporzionare le coordinate dello spazio tempo riservandone solo due ad uno spazio piatto di un campo di energia e altre due per definire la simultaneita del tempo durante tutta l’ estensione del campo.
Il mondo non Euclideo che ci permette di reiderinire scientificamente il pensiero, la menoria e la intuizione e con esse la creativita, ed altre condizioni in cui si esprime la vita e’ quindi descrivibile da una composizione diversa da quella di Euclide proprio in quanto e’ dettata da una duplice condizione spaziale e una duplice condizione temporale.
Spero che sia chiaro che il mondo Euclideo e solo uno dei mondi possibili !
Paolo vedi ad es: http://www.edscuola.it/archivio/lre/sole.pdf