la classe creativa in italia

Approfondendo lo sguardo sulla classe creativa rispetto alla dimensione nazionale, è di vero interesse la ricerca curata da Irene Tinagli e dallo stesso Richard Florida: “L’Italia nell’era creativa”, luglio 2005.
Lo studio applica il modello teorico delle 3 T, Talento, Tecnologia e Tolleranza, cercando di individuare il profilo e le dimensioni della classe creativa italiana. 
 

IL TALENTO
Per identificare l’Indice di Talento delle città italiane e dei loro territori, sono stati utilizzati indicatori come il capitale umano, individuando le percentuali di abitanti in possesso di laurea o diploma universitario, ed inoltre l’incidenza dei ricercatori sulla forza lavoro totale e i dati sulla classe creativa.
Sono stati inseriti in questo gruppo soggetti come imprenditori, dirigenti pubblici e privati, ricercatori, professionisti, soggetti impegnati in professioni tecniche ed artistiche con elevata specializzazione.Sono state le grandi città ad assumere i primi posti dell’Indice di Classe Creativa, comprese alcune importanti realtà del sud come Napoli, Palermo e Messina. 

LA CAPACITA’ TECNOLOGICA
L’Indice di Capacità tecnologica ed innovativa è stata calcolata facendo riferimento ad un indicatore di industria High Tech, in grado di evidenziare la presenza di attività economiche connesse alle nuove tecnologie; un indicatore di innovazione rappresentato dal numero dei brevetti rilasciati; e quindi un indicatore per rilevare la diffusione di tecnologie di comunicazione avanzate all’epoca dell’indagine, come l’Adsl e l’Umts. La città in testa su questo versante è Milano, seguita da Bologna, Torino, Roma, Modena, Genova, Trieste, Parma e Padova.

LA TOLLERANZA
Infine la terza T del modello riguarda all’Indice di Tolleranza. E’ stato costruito attraverso un indice di Diversità in grado di rilevare l’incidenza della popolazione straniera e il grado di “varietà” delle provenienze. Inoltre l’indice di Integrazione, basato sul livello di istruzione degli stranieri residenti, la percentuale di matrimoni misti fra italiani e stranieri, l’incidenza e la scolarizzazione dei bambini stranieri; l’Indice di Tolleranza Gay, basato su un sondaggio promosso da un’associazione “Goletta Gay” su diecimila gay presenti in tutte le città italiane, utile ad accertare i diversi aspetti della tolleranza nei confronti dell’omosessualità.

IN SINTESI
Mettendo assieme i risultati ottenuti per i tre profili – Talento, Tecnologia e Tolleranza – la ricerca è così arrivata a definire l’Indice di Creatività Italiano (ICI). I valori più alti sono assegnati, nell’ordine, a Roma e Milano, a cui seguono Bologna, Firenze, Genova e Torino.
Dall’indagine di R. Florida e I. Tinagli emerge “il basso livello di diversità socio-culturale” delle città italiane. La presenza di stranieri, soprattutto nelle grandi città, è più bassa che da altre parti nel mondo ed anche meno “diversa”: essa tende infatti a riferirsi a gruppi omogenei relativi a Paesi come Albania e Marocco.
E’ stato inoltre evidenziato il dato sulla bassa capacità d’attrazione nei confronti di stranieri con elevato livello d’istruzione, come professionisti, studenti, docenti universitari, configurando quindi una mancata capacità di attrarre flussi internazionali di “talento”, cosa che contribuisce all’impoverimento della già bassa perfomance italiana, rischiando di isolare il paese dalle maggiori reti della conoscenza e della ricerca internazionale.
PALERMO
Una menzione a parte per Palermo significativa rappresentante del sud, i cui risultati sono stati già messi in pubblica evidenza lo scorso anno da Sviluppo Italia, nel corso delle “Giornate dell’Economia del Mezzogiorno”.
La città e la su
a provincia rispetto all’Indice di creatività Italiana sopra menzionato (ICI) registra un posizionamento intermedio (47°) nella graduatoria complessiva. Si registra un posizionamento alto nell’Indice di Talento (13° posto) soprattutto grazie all’alto numero di ricercatori che comunque non può essere assunto come dato positivo tout court, poiché va associato complessivamente all’esigua disponibilità del mercato del lavoro locale e quindi alla mancanza di successivi sbocchi reali per i ricercatori stessi.
Rispetto all’Indice di Tecnologia Palermo si posiziona al 28° posto grazie alla buona connettività esistente, in linea con i valori attuali dell’economia terziarizzata come quella palermitana. Bassa la presenza high tech (52° posto) e bassissimo il livello di innovazione (73° posto).
Per quanto concerne l’Indice di Tolleranza il risultato è davvero povero, un 83° posto che fa davvero poco immaginare quel passato di apertura verso culture, popoli e attività che hanno apportato alla città grande linfa mettendola al centro delle grandi culture mediterranee.

Download del documento “L’Italia nell’era creativa”: (http://www.creativeclass.com/rfcgdb/articles/Italy%20in%20the%20Creative%20Age%20(Italian%20Version).pdf ).

Articolo successivo
Lascia un commento

1 commento

  1. bando per il patrimonio storico-artistico e culturale « cultura dello sviluppo

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.